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Mimmo Sorrentino

PREMI E SEGNALAZIONI 

Premio "Fotogrammi dal Carcere"  2018

al Festival di Nisida con il video dello spettacolo "Scappa"

 

Premio ANCT – Teatri delle diversità 2014 (5a edizione)

Rivista Europea “Catarsi-Teatri delle diversità” e Associazione Nazionale Critici di Teatro

 

Il drammaturgo e regista Mimmo Sorrentino ha coinvolto negli ultimi vent’anni attori, studenti, disabili, tossicodipendenti in recupero, alcolisti, anziani, extracomunitari, abitanti delle periferie del nord Italia, Rom, detenuti, vigili del fuoco, commercianti ambulanti, medici, pendolari, malati terminali.

Il suo lavoro, apprezzato anche in Francia, raggiunge nel 2013 il pubblico di Radio Tre, emittente che lo invita a curare, con il suo Teatro Partecipato,  una rubrica per il programma “Piazza Verdi”.

Con la cooperativa “Teatroincontro” la sua ricerca muove da istanze sociali, civili, filosofiche. Non a caso, da autodidatta Sorrentino riconosce come suoi Maestri Norberto Bobbio, Danilo Dolci, Italo Mancini con il quale si è formato a Urbino, laureandosi in scienze politiche. "Scrivete una preghiera. Ma non il Padre nostro. Voglio una vostra preghiera. Personale" chiede, da non credente, ai detenuti della Casa Circondariale Piccolini di Vigevano per lo spettacolo “Terra e acqua” con loro rappresentato il 29 maggio 2013 nella chiesa di San Pietro Martire. E il carcere si trasforma in “luogo dell'anima”. Il lavoro, riallestito, è stato presentato al Teatro Elfo Puccini di Milano il 13 febbraio 2014 con il coinvolgimento degli attori detenuti e di diversi cittadini di Vigevano. Ancora una volta Sorrentino ha saputo -nell’ascolto di sé- percepire contemporaneamente gli altri in un processo empatico che rende condivisibili le esperienze in forma radicale.

 

 

PREMIO “ENRIQUEZ” 2009

patrocinato dalla Presidenza della Repubblica Italiana per l’impegno civile la sua attività di drammaturgo e regista con la seguente motivazione:

 

Mimmo Sorrentino, teatrante di formazione non accademica , considera suoi maestri Norberto Bobbio , Danilo Dolci, Italo Mancini, ai quali si ispira per la sua particolare metodologia di lavoro che ama definire ‘osservazione partecipata’. Da anni svolge attività con laboratori nella zona di Vigevano, dove nel 1990 ha fondato la cooperativa Teatroincontro. Nella sua produzione teatrale , sempre innervata da una autentica istanza sociale e civile, gli interpreti sono studenti,disabili, tossicodipendenti e alcolisti in fase di recupero, anziani, extracomunitari, abitanti delle periferie, Rom. Le loro vicende , osservate e raccolte con il rigore delle scienze sociali, ma anche con rispetto ed empatia,distillate nella creazione drammaturgica,sono spesso portate in scena da personaggi, i cui volti portano i segni delle medesime storie di emarginazione, di violenza,di sofferenza che stanno rappresentando. E il primario obbiettivo artistico di Sorrentino si coniuga con la strategia di recupero e integrazione dell’emarginazione etnica e sociale.

 

 

SPETTACOLO “Fratello Clandestino”

Segnalato al Premio Internazionale “Teresa Pomodoro, un teatro per l’inclusione” dalla giuria composta da: Eugenio Barba, Luca Ronconi, Levin Dodin, Magda Poli, Miller. 

 

 

SPETTACOLO  “Ave Maria per una gattamorta”

Segnalato al Premio Riccione 2007 con la seguente motivazione “Una storia di ordinaria violenza espressa col linguaggio povero e ossessivo degli sms e dei videofonini: Mimmo Sorrentino trasforma in una

 pagina di scarna cronaca teatrale, senza redenzione, una preziosa consuetudine di lavoro coi giovani e con i diseredati di ogni paese”. Finalista premio UBU 2008.

 

 

SPETTACOLO “Nel libro di Mastronardi”

Premio DRAMMATURGIA IN\finita  “Lavoro che si qualifica per un uso della scrittura drammaturgica, nella quale si ravvedono per struttura e dinamica segni di una resa scenica aperta e diretta, che è caratteristica precipua richiesta dal premio Drammaturgia in\finita. Il tutto tratto con spirito di un’operazione critica che mira al recupero della figura letteraria e umana di Mastronardi, elaborata e ricondotta all’interno di un immaginario di antica provincia, testimoniante le modalità culturali, linguistiche e sociali, da cui si è originata parte dell’attuale condizione italiana”.